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Season Finale (di una serie molto lunga)

Gli attacchi di panico. Il male di questo secolo. Nei 90s ero forse troppo giovane e non si parlava di questa 'cosa' e probabilmente non veniva neanche inquadrato come un vero problema. La verità è che il mondo, la società, l'evoluzione delle comunità ci porta a dover essere qualcosa che non vogliamo, o che in teoria non dovremmo essere.. e da lì complicazioni che portano al misfatto.

Ho deciso di scrivere questo post perché mi si stringe il cuore quando sento ben più giovani ragazzi/e che ne soffrono ricorrentemente. Chiaramente io non sono da meno e sono stato vittima di attacchi di panico in un periodo molto particolare della mia esistenza. 

Fatta questa premessa, per chi soffre di questo male e non avesse avuto ancora l'opportunità.. è necessario espandere il problema e capire qual è il punto focale. Io vi racconterò la mia esperienza che spero in qualche modo possa spingere chi legge a porsi delle nuove domande.. e perché no, avere delle risposte questa volta.

Il mio primo e vero attacco di panico l'ho avuto mentre guidavo l'auto in un quartiere periferico e sconosciuto nel Sud di Roma. Al tempo frequentavo un ragazzo da poco e ne ero follemente infatuato.. - non uso la parola innamorato perché era troppo presto per considerarci tali. Ero un giovane 28enne pieno di sogni e speranze.. e in quanto tale, volevo tutto: la relazione della vita, il sesso fantastico, gli amici contenti per me, la famiglia che mi accettava per quello che ero, un lavoro entusiasmante e ben retribuito. Ah e un bel fisico, si dovevo essere top - bello e palestrato...

Devo ammettere che a distanza di anni guardando quel backup di me ero ingenuo e inesperto. Vivevo di costruzioni mentali auto-imposte un po' anche spinte dalla mia educazione latte e biscotti Mulino Bianco. Nella mia cultura meridionale mi era stata inculcata l'aspettativa. Quindi ci si aspettava da 'la gente' che tu possa raccontare grandi cose dei tuoi sviluppi raggiungendo l'apice con un matrimonio da favola con la donna bionica. 
Visto l'andazzo presi coscienza soprattutto che nella mia vita in luogo di una donna ci sarebbe stata al massimo una cagna.. c'era un grande blocco. Ma la goccia che fece traboccare il vaso fu il lavoro. Facevo dei colloqui a Milano per un lavoro ben pagato e che mi avrebbe fatto avere uno sviluppo di carriera e l'idea di lasciare Roma e quel ragazzo che mi faceva sentire la persona più felice della terra mi ha fatto andare in corto circuito. Sulla bilancia c'erano in contrapposizione 2 macigni: un possibile amore arrivato inaspettato e un lavoro agognato da tempo.

Cosa è successo?

Avevo un pessimo controllo della mia emotività, una costante idea da super-io che potevo avere TUTTO. Che era il MIO momento FINALMENTE e non volevo più fungere come spettatore delle vite degli altri. Potevo per la prima volta vivere alla luce del sole una relazione di cui ero fiero, che tutti DOVEVANO vedere perché eravamo belli e nella parte più briosa di un amore, l'inizio. Tutto questo era contornato da una costante ansia. Io non la vedevo come tale.. "si sono una persona nevrotica, attiva.. ma posso fare tutto e non ho bisogno di nient'altro!".

Siamo nell'auto adesso, è sera ed io ero stanco - molto - e stavo raggiungendo casa del ragazzo per passare un bel lungo ponte del 25 Aprile insieme. Ero stressato, a tratti esaurito - il cervello era costantemente bombardato da emozioni eccentriche, estreme nell'intensità.. c'erano anche dubbi e una grande paura. Se prendo il lavoro, mi lascerà? Era un'idea che non potevo proprio sopportare. Quel clash è stata la scintilla di quel momento.. quello in cui il respiro affanna e non è sufficiente. Mi manca l'aria, mi manca l'ossigeno. Sento il cuore battere nel collo, i rimbombi sono sordi e sempre più frequenti.. Il braccio sinistro inizia a formicolare sempre più.. sto avendo un attacco di cuore? Ho paura. Sono solo. Ho paura. Morirò? I miei genitori cosa penseranno? Non sanno dove sono, cosa sono.. non sanno chi sono. Morirò? Non mi sento più i piedi, ho perso la sensibilità. Sto morendo? Che qualcuno mi aiuti vi prego.

(Ho versato una lacrimuccia mentre scrivo, non l'ho mai rivissuto quel momento così immerso. Il potere della scrittura..)

Volete sapere come continua? Beh c'è un lieto fine a questa serata disastrosa. Riesco ad accostare l'auto sul ciglio di una strada e mi getto in terra. Era un quartiere residenziale ai limiti di Roma e non c'era nessuno.. dopo qualche minuto di incessante malessere parcheggia dietro di me un'auto. Scende subito un ragazzo di qualche anno più grande di me.. mi piace ricordarlo come il mio angelo. Lui mi si avvicina e mi dice 'che ti succede?' ed io 'mi manca il fiato'. E lui continua.. 'ti batte forte il cuore? Senti formicolii al braccio ed ai piedi?' - 'Si!' - 'tranquillo, non stai avendo un infarto e non stai morendo.. stai avendo un attacco di panico. Ne soffri?'

Io fino ad allora pensavo che queste cose le avessero gli altri, non io. Che era frutto della mente di altri, non mia. In pratica - sò cazzate

Il resto della storia è una notte sprofondata nel pronto soccorso, un sonno nervoso ed un ragazzo che stava iniziando ad innamorarsi di me distrutto dallo spavento. Da lì a una settimana, quel ragazzo mi disse: 'mi piaci davvero tanto, ma credo tu debba lavorare su te stesso. Io non penso di poterti stare accanto.. scusami.'.

L'infarto l'ho avuto perché il mio cuore si era davvero spezzato.. ma non per l'attacco di panico. Per essere stato abbandonato come un gatto in tangenziale. 

In quel momento ho capito che da solo non potevo andare avanti ed avevo bisogno di aiuto. Così ho iniziato la psicoterapia che mi ha salvato la vita e che mi ha reso quello che sono oggi. Un uomo con integrità, senza troppe costruzioni mentali che ha imparato a gestire la bestia che ha dentro. Questo è il mio finale di stagione, non della serie però perché nella vita i momenti difficili saranno tanti.

Ho voluto raccontare la mia esperienza perché in tanti soffriamo di attacchi di panico per amore, per insoddisfazione lavorativa, per la famiglia, per gli amici, per le relazioni con le persone.. e volevo portarvi il mio pessimo esempio. Ero davvero un gran casino, ma ci si può mettere apposto. Non esistono cause perse, il famoso potere della mente è davvero quell'aspetto paranormale della nostra esistenza. Può tutto. Come si inizia? Lavorando sulla consapevolezza - mindfulness la chiama la mia terapeuta. Bisogna ammettere di poter sbagliare, che va bene vivere non sempre al massimo e che ci potranno essere delle rinunce. Che chi ci ama ci seguirà, non dobbiamo sforzare di farci piacere.. di fare contenti gli altri. Spesso, è proprio così che i più difficili caratteri in realtà ci seguiranno...

Ho davvero vomitato tanto questa volta, spero di cuore che la mia esperienza possa dare la speranza a chi come me non la vedeva.

PS Il ragazzo di cui parlo non ha mai saputo tutto questo. L'ho reincontrato 4 anni dopo quell'addio per chiedermi scusa ed io l'ho perdonato. Lui è tra di noi, su Twitter, ma non ci seguiamo.. dite che gli devo mandare questo link?

Commenti

  1. Non ho mai avuto un attacco di panico (o almeno non l'ho riconosciuto come tale, sulla base dei sintomi che hai descritto), ma anche io, qualche tempo fa, ero convinto di potere tutto. Anch'io avevo (recte: ho tuttora!) un pessimo controllo della mia emotività, probabilmente ereditato dai miei genitori. E infine anche io, come te, nutrivo aspettative molto alte verso ciò che potevo pretendere da me stesso, forse proprio perché pensavo che altrettanto alte erano quelle di altri nei miei confronti.
    Ho scoperto di avere una cosa in comune con te: la psicoterapia. È stato difficile accettare di averne bisogno, ma grazie alla mia ragazza sono riuscito a iniziare a intraprendere questo percorso e ne sto traendo benefici dei quali forse nemmeno sono del tutto cosciente, nonostante a volte mi sembri di essere al punto di partenza! Sono d'accordo: il potere della mente è immenso, se unito alla consapevolezza del fatto che non si può essere né ubiqui, né perfetti, e del fatto che è necessario "centrarsi" e di capire cosa è importante per noi.
    Quanto alla tua domanda in fondo al post, risponderei con le tue stesse parole. Se pensi possa render contento te stesso, se pensi possa essere per te motivo di gioia e di sollievo, fallo.
    Un saluto caro

    EM

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    1. Ciao EM! Sono contento di sapere che anche tu hai intrapreso un percorso di psicoterapia e che hai visto un grande giovamento. Io penso che chiunque dovrebbe farlo! La verità è che questo percorso non finirà mai.. e in un certo modo mi aiuta a capire il senso di questa vita. Sul tuo ultimo punto non saprei risponderti. Non saprei dirti se mostrare questo post a quella persona possa farmi sentire meglio.. sono cambiato così tanto che quella persona che ero non esiste più. Mi farebbe più piacere fargli sapere che un battito d'ali può generare un'ondata anomala dall'altra parte del mondo. Grazie EM!

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  2. Ho avuto il mio primo attacco di panico a 17 anni. All'epoca stavo con un ragazzo che ha insistito per "fare le cose sul serio", qualunque cosa significasse, e che quando ho ceduto al ruolo di "fidanzatina", ha cominciato a tradirmi con costanza. Abbiamo avuto una relazione a tratti, talvolta lo lasciavo, poi tornava scusandosi, poi ricominciavamo... Ricordo il mio braccio destro farsi pesante, la tachicardia, la fame d'aria, le vertigini, per tre anni. Esclusa la sclerosi multipla e le vertigini posizionali rimase la diagnosi di DAP (Disturbo da Attacchi di Panico).
    Alla fine raccolsi le fila della dignità che mi rimaneva, e a 19 anni lo lascia definitivamente. Da allora gli attacchi ritornano, di rado, un volta ogni uno-due anni, ma è la spia di quanto sono oberata di lavoro e problemi.
    Ti lascio un sorriso. Ho letto un po', mi piace l'attitudine positiva di questo blog.

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    1. Grazie GG per aver condiviso la tua storia! È divertente che hai menzionato la sclerosi multipla perché io ne sono affetto (ma non ha niente a che fare con gli attacchi di panico). Per me è esattamente così.. un campanello d'allarme. Quando suona vuol dire che non ci stiamo prendendo cura di noi.. è così importante essere presenti e prenderci cura di noi. Ti ringrazio per il commento e quando vuoi sei sempre la benvenuta ✌🏻

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