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S1Ep5 - Anche tu odi il Lunedì? (sarà una lunga giornata..)

Qui in Gran Bretagna mi dicono: you are not a Monday person, aren't you? - Non sei una persona da Lunedì, vero?

Ogni qual volta me lo dicono - forse sulla base della mia poca espressività facciale, caratteristica che realmente mi rappresenta - mi chiedo se effettivamente esista una persona che ami i Lunedì. Esiste? perché se mi sono perso qualcosa - nel frattempo - vi prego di farmelo presente. 

Le Domeniche sono giornate che mi portano a riflettere spesso, lo ammetto, in maniera negativa, da cui il mio umore del lunedì, anche se credo che il mio atteggiamento riflessivo spesso non sia distruttivo, tutt'altro. Il mio è un atteggiamento analitico, anche se talvolta dissacrante, che mi permette di passare al pettine tutti i nodi della settimana appena trascorsa, così da capire, o almeno 

cercare di capire, cosa è andato storto, cosa ho sbagliato e come posso migliorare non me stesso, oh no, ma quello stato inquieto che mi attanaglia quando mi sveglio.

Immaginatevi di svegliarvi sotto un cielo bianco, un bianco matto, io lo chiamo 'effetto Londra', ovvero alla luce di una lampada a neon. Quando hai una luce così dal momento del risveglio fino alla fine della giornata, hai costantemente l'impressione di essere tutto il tempo in una sala operatoria di un bunker sotterraneo. 

La mia scelta di paragonare questo stato mentale ad un bunker non è casuale perché del resto fuori c'è il pandemonio..

Pandemonio: Il significato in italiano come pure in altre lingue é – Rumore assordante, grande disordine e confusione, putiferio, per lo più in occasione di liti, diverbi, reazioni o proteste troppo vivaci (Fonte: Treccani) - cioé esattamente la mia percezione irrazionale della vita dove il rumore assordante e il disordine sono razzi che hanno come obiettivo la distruzione della mia quiete, l’ allontanamento da quell’esile crinale che, nella mia testa, rappresenta l'equilibrio umano. 

Ma ritorniamo al dunque; mi sono svegliato con la consapevolezza di essere in una grande sala operatoria ma adesso arriva il momento critico: sono il medico chirurgo.. o il paziente? 

Partiamo dall'opzione 1: Sono il chirurgo. In questa sala operatoria ci apprestiamo a fare un intervento. Non sarà un’operazione a cuore aperto bensì alla mente: un intervento chiaramente delicato e che richiede precisione ed attenzione. Ahimè la mano trema. Perché?  PAUSA ed un gran respiro a pieni polmoni, la risposta è abbastanza scontata. Sono l'ansia e lo stress accumulati nel tempo che spingono quei pensieri lunghi una settimana, quella appena trascorsa ma in realtà FINITA, che tornano a far capolino. Ed ecco che l'umore cala, subentra il pessimismo e siamo subito a pensare a quello che non va ed a come invece sarebbe dovuto andare o agli errori che abbiamo fatto alla ricerca continua di una speranza che le cose possano andare diversamente da quello che sono state.

Torno all'intervento prendiamo un bel respiro e via, si comincia - bisogna incidere, rimuovere.. pulire la ferita e richiudere. Un'operazione di routine settimanale direi.. eppure perché sembra sempre la prima volta?

Opzione 2: Sono il paziente. Apro gli occhi, la luce bianca quasi mi acceca e sento anche un po' freddo. Sono praticamente nudo. Eh sì, consapevolezza chiama e questa volta il paziente sono proprio io. Immaginate come ci si sente quando si vede che il proprio chirurgo ha la mano tremolante? Ecco. Nonostante ciò però sono in controllo, posso decidere se essere incazzato, nervoso, cupo, intristito oppure speranzoso, tendenzialmente ottimista, determinato o ambizioso. Posso decidere chi voglio essere a prescindere dall’esito dell'intervento; se dovessimo morire sotto i ferri, almeno non abbiamo deciso noi.

Forse.. questo complicato viaggio introspettivo è solo frutto del sovraccarico emotivo di questo odioso Lunedì. E diciamo anche da quello che ho mangiato ieri sera: una ricca pizza salsiccia e friarielli con birra e patatine fritte dopo una settimana intera impostata su una dieta che mi ha fatto morire di fame. Penso all'indigestione, forse il tutto era troppo pesante, ed al fatto che il Gaviscon a casa è finito ed il Brioschi in Inghilterra non esiste. Posso solo continuare a bere questa tisana disintossicante fatta di 3 tipi di menta.

La verita' e' che.. a me piace pensare che i momenti di caos mentale, che richiedono ordine e revisione, siano scioccanti come la freschezza dopo le pulizie di primavera. Per me rassettare un armadio che non è stato curato nel cambio di stagione.. è come passare un rastrello nel grande campo della nostra mente. Ricordatevi che trovare un momento per se, per riallineare mente e corpo non è e non può essere considerato un lusso. È rispetto per se stessi, per chi vive nella nostra vita. Quel momento è dare ascolto al nostro spirito che imperterrito cerca, da una vita intera, la giusta via per elevarsi.

Questa è la mia visione della resilienza, la capacità di andare avanti, nonostante tutto, al fine di ricostruire qualcosa di rotto per migliorare la nostra quotidianità anche dopo un'indigestione.

Oggi sarà una lunga giornata. 

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