S1Ep6 - Il diritto di sbagliare
Ci sono giornate che finiscono proprio male. Con l'amaro in bocca, con l'acidità di stomaco.. finiscono con una nottata in bianco. Il cervello gira velocissimo, un criceto impazzito che corre sulla sua ruota come se fosse sotto acidi. Non avverte la stanchezza ma avverte la sensazione dell'esaurimento, ne è consapevole.. ma nonostante tutto continua a farlo. In questi casi a me viene da pensare ad un grandissimo campo di grano, nel mezzo del nulla. La temperatura è ideale così come la luce del crepuscolo e siamo lì, a correre senza una vera direzione.. ma con il solo obiettivo autodistruttivo di esaurire tutte le energie, proprio quelle che ci hanno permesso di commettere quell'errore che non ci perdoniamo, quella valutazione sbagliata, quel giudizio affrettato. Oh sì, perché sappiamo benissimo cosa c'è che non va.
Credo che il genere umano si possa distinguere in 2 grandi categorie: chi ama condividere i propri sensi di colpa con la recondita speranza di potersi sentire meglio e chi invece si tiene tutto dentro aspettando semplicemente che passi.
Specialmente nelle persone apparentemente più sensibili, il primo approccio porta il più delle volte a logorrea. L'ossessione di liberarsi dal macigno che ci opprime è la conseguenza di un approccio compulsivo che pone il problema che abbiamo al centro della galassia senza alterare la rotazione dei pianeti e dei satelliti del sistema. Il risultato è che, indipendentemente da quello che faremo, quel senso di colpa ci accompagnerà dal lavoro alla palestra, passando per la lavanderia e peggio ancora durante la preparazione della cena. È un dolore quasi fisico come la sensazione di assenza di ossigeno . È malessere nella sua forma pura.
L'altro approccio invece, richiede una capacità che non tutti hanno. Ovvero lasciare che il tempo faccia il suo corso perché c'è la convinzione di base che lo scorrere del tempo fa passare tutto. Di solito chi ha questa capacità ha uno spiccato senso dell'umorismo.. perché attraverso di esso riesce a giustificare a se stesso quell'errore commesso.
@Nonostante tutto, il nostro fare umano ci porta a correre verso quell'unica soluzione che è sentirsi irrimediabilmente responsabili di aver commesso quell'errore che ormai è imperdonabile.@
La verita' e' che.. più ci pensiamo, più a lungo portiamo questo fardello sulle nostre spalle.. e più il nostro senso di colpa si farà grande. Nella mia esperienza ho capito che la risoluzione di un senso di colpa, non risiede necessariamente nel prostrarsi davanti a chi abbiamo ferito.. perché il vero blocco mentale sta nel contenimento di quella bomba inesplosa dentro di noi. La nostra mente gira come una trottola impazzita alla ricerca di una soluzione che di fatto non esiste.. o che almeno, per noi, non è accettabile.. e la percezione della nostra persona diventa distorta al punto tale da essere avvertita come sbagliata.
Disinnescare è la parola-chiave per spegnere questo tormento, per smettere di rimuginare. Accettare che siamo solo degli esseri umani tremendamente imperfetti sarà il primo grande passo verso la liberazione da quella ossessione di voler essere sempre nel giusto.
Datevi una pacca sulla spalla, chiedetevi scusa.. anche voi avete il diritto di sbagliare.
[PUOI ASCOLTARE L'EPISODIO AL LINK QUI --> La Verità È Che.. Nessuno è Perfetto!]


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